Raccolta di Pensieri e aforismi
Libertà di stampa
La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire.
«La libertà intellettuale è una tradizione profondamente radicata, senza la quale è improbabile che esisterebbe la nostra cultura specificatamente occidentale. È una tradizione alla quale molti dei nostri intellettuali stanno visibilmente voltando le spalle». (da «La libertà di stampa»).
Letteratura e politica
«L'invasione della letteratura da parte della politica doveva avvenire. Doveva avvenire, anche se non fosse sorto il problema del totalitarismo, perché noi abbiamo sviluppato una sorta di rimorso che i nostri nonni non avevano, una consapevolezza dell'enorme ingiustizia e miseria del mondo, e un senso di colpa che ci spinge ad agire in qualche modo e che rende impossibile un atteggiamento puramente estetico verso la vita». (da «Cronache di guerra»).
«Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la
tortura. Il fine del potere è il potere. Ora incomincia a capirmi?» (da «1984»).
«Non si stabilisce una dittatura nell'intento di salvaguardare una rivoluzione;
ma si fa una rivoluzione nell'intento di stabilire una dittatura» (da «1984»).
«È importante capire che l'attuale russomania non è che un sintomo del
generale indebolimento della tradizione liberale in Occidente». (da «Libertà
di stampa»).
«L'esperienza mi aveva insegnato molto presto che possiamo commettere degli errori indipendentemente dalla nostra volontà, e poco tempo dopo imparai anche che possiamo commettere degli errori senza neanche capire cosa abbiamo fatto e perché siano errori» (da «E tali, tali erano le gioie»)
«Il desiderio di spingere il mondo in una determinata direzione, di cambiare le
opinioni degli altri su quale sia il tipo di società per cui valga la pena di
lottare: ancora una volta, non esiste un libro autenticamente immune da
pregiudizi politici. La posizione secondo cui l'arte non dovrebbe aver niente a
che fare con la politica è gia una posizione politica». (da «Perché scrivo»,
in George Orwell, «Romanzi e saggi», cit.)
«Lo Stato totalitario fa di tutto per controllare i pensieri e le emozioni dei
propri sudditi in modo persino più completo di come ne controlla le azioni». (da
«Letteratura e totalitarismo»)
«Chiunque comprenda il ruolo centrale che la letteratura svolge nello sviluppo della storia umana, deve anche comprendere che la resistenza al totalitarismo, sia esso imposto dall'esterno o dall'interno, è questione di vita o di morte». (da «Letteratura e totalitarismo»)
Tutti, o quasi, i comunisti da salotto che prima della guerra si agitavano furiosamente contro le atrocità naziste, non appena la guerra ha cominciato a diventare una seccatura hanno dimenticato le atrocità naziste e hanno palesemente perso ogni simpatia per gli ebrei». (da «Dai diari di guerra»).
«Quanto più si è consapevoli delle proprie inclinazioni politiche, tanto maggiore sarà la possibilità di agire politicamente senza sacrificare la propria integrità estetica e intellettuale». (da «Perché scrivo»)
«L'esperienza mi aveva insegnato molto presto che possiamo commettere degli errori indipendentemente dalla nostra volontà, e (…) anche che possiamo commettere degli errori senza neanche capire cosa abbiamo fatto e perché siano errori». (da «E tali, tali erano le gioie»).
«Un fatto è disapprovare le idee politiche di uno scrittore; altra cosa, non necessariamente incompatibile con la prima, è disapprovare "lui" perché ti costringe a pensare». (da «La letteratura e la sinistrai»).
«La maggior parte dei socialisti si limita a evidenziare che una volta
instaurato il socialismosaremo più felici in senso materiale e presuppone che
ogni problema venga a cadere quando si ha la pancia piena. Invece è vero il
contrario: quando si ha la pancia vuota non ci si pone altro problema che quello
della pancia vuota. È quando ci lasciamo alle spalle lo sfruttamento e la dura
fatica che cominciamo davvero a farci domande sul destino dell'uomo e sulle
ragioni della sua esistenza». (da «Come mi pare»)